Cellule staminali, battaglia su due fronti: conferenza a Torino

Giovedì 14 Gennaio 2010 si è tenuta a Torino una delle conferenze del ciclo GiovedìScienza. Relatrice la ricercatrice Elena Cattaneo, del’Università di Milano, che sta eseguendo ricerche sulla Corea di Huntington, una malattia neurodegenerativa ereditaria, con l’obiettivo di capire come la malattia si sviluppi a partire da un singolo gene malato e come contrastarne gli effetti.
Per coloro che volessero vedere la conferenza, il video è disponibile a questo indirizzo.

La conferenza si concentra sulle cellule staminali. Le cellule staminali sono quelle cellule in grado di differenziarsi nelle oltre 200 diverse cellule che compongono il nostro organismo. Ogni nostra cellula è infatti specializzata in un ben preciso compito; sono infatti molto differenti le cellule della nostra pelle, del nostro cervello, dei nostri muscoli e così via. Le cellule staminali possono essere la chiave per capire e si spera curare la Corea di Huntington.



Questa è una malattia genetica neurodegenerativa; questo significa che non solo si trasmette da genitore a figlio, ma che una volta comparsa, prosegue il suo corso fino alla morte del paziente. In particolare la malattia consiste nella mutazione di un particolare gene che comincia a funzionare in modo non corretto. In particolare la sequenza trinucleotidica CAG che un in gene sano del quarto cromosoma non si ripete per più di 36 volte, nel gene malato si ripete più di 36 volte. La conseguenza di questo è che alcuni neuroni del nostro cervello cominciano a morire; neuroni che sono specifici per esempio per il movimento o per alcuni aspetti cognitivi. Curioso il fatto che tale gene sia stato trovato in specie viventi risalenti a duecentocinquanta milioni di anni fa, nel primo organismo pluricellulare presente sulla Terra, ma che il tratto CAG sia comparso solo successivamente.

Per poter trovare una cura, è necessario capire quale sia il meccanismo che porta, a partire dal gene malato, alla causa della morte dei neuroni nel cervello. La cosa più importante è però capire. Con le cellule staminali è possibile capire come si formano le varie cellule e magari capire come si ammalano. Le cellule staminali sono cellule che si autorinnovano (cioè si dividono senza cambiare), mantenendo la possibilità di specializzarsi e formare altri tessuti. Nel corpo umano sono ovviamente presenti, rinnovando continuamente il nostro organismo; nel midollo osseo ci sono le staminali che rinnovano il nostro sangue, ci sono staminali che rinnovano la nostra pelle, ci sono staminali localizzate in alcune aree del cervello (ma sono poche e rigenerano principalmente le cellule del sistema olfattivo), ci sono staminali nell’ippocampo e che producono neuroni per la memoria. Queste sono ovviamente cellule staminali delle persone adulte, che producono cellule del tessuto nel quale risiedono. Non sono cellule staminali con le stesse potenzialità di quelle di un embrione, dalle quali si generano tutti i tessuti. Le cellule staminali adulte possono essere attualmente utilizzate solo per curare alcune specifiche malattie.

Le cellule staminali embrionali esistono invece nel nostro organismo solo quando siamo embrioni; sono solo poche centinaia e si trovano nella blastocisti. Attualmente possono essere estratte solo da blastocisti sovrannumerarie, qualora non vengano reimpiantate nell’utero materno. Ovvio che questo possa sollevare problematiche di carattere etico.

Vi invito vivamente a vedere il video della conferenza.

P.S. Bellissimo vedere le immagini delle cellule cardiache che si contraggono in un piattino di laboratorio.

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