Organismi biofotrtificati: conferenza a Torino

Giovedì 17 dicembre 2009 si è tenuta a Torino una delle conferenze del ciclo GiovedìScienza. Relatrice Chiara Tonelli, dell’ Università di Milano. Troverete il video della conferenza a questo indirizzo.

In questa conferenza si parla delle caratteristiche degli "alimenti funzionali"; cioè di quegli organismi che a seguito di un intervento umano, risultano molto più ricchi di elementi nutritivi rispetto agli alimenti tradizionali. Interessante è stata l'osservazione iniziale secondo la quale questi elementi non sono tutti OGM; la tecnica di modificazione genetica è solo una di quelle tecniche che permettono di ottenere nuovi alimenti, mentre molte piante sono ottenute tramite incrocio. In questa mia sintesi, voglio mantenermi su di un piano puramente scientifico, senza volutamente affrontare tutte le implicazioni morali o sociali relative a questo argomento.


La conferenza inizia con un lungo preambolo che tratta fondamentalmente di tre argomenti: la sovrappopolazione, la scarsità o comunque la limitatezza di terreno coltivabile, e la scarsità di acqua. Si parla poi della fame nascosta, facendo notare che se anche hai tanto da mangiare, ma i cibi che mangi sono carenti di alcune sostanze fondamentali, egualmente hai un problema alimentare. In un’ottica di crescita della popolazione e di contemporanea diminuzione di terreno coltivabile e disponibilità di acqua, è facile capire come le problematiche legate alla nutrizione sono di fondamentale importanza e devono essere affrontate. La tesi del relatore è che migliorando il potere nutritivo degli alimenti si contribuisce alla soluzione del problema. Piante che accumulano molto ferro, provitaminaA, betacarotenoidi, aminoacidi essenziali, ecc., ecc., possono aiutare a risolvere molti problemi.
Viene anche citato, anche se non approfonditamente trattato, il problema dell’efficienza della produzione alimentare; produrre carne richiede molta più energia, acqua e terreno di quanto non richieda la produzione di cereali. Allo stesso modo per produrre alcuni tipi di alimenti è necessaria molta più acqua rispetto a quanto ne serva per produrne altre. Anche problemi legati ai cambiamenti climatici o al riscaldamento globale di fatto influenzano la produzione agricola. La tesi del relatore è che ottenere piante in grado di crescere con più facilità ed in grado di essere meno attaccabili dai parassiti può contribuire a risolvere il problema.

Il relatore mostra come il processo di miglioramento della qualità delle piante coltivate è cominciato insieme all’agricoltura stessa, attraverso la selezione delle piante che “ad occhio” apparivano più produttive. Successivamente tramite gli incroci tra le specie si sono ottenute nuove varietà più resistenti e nutrienti. Basti pensare che nel medioevo, epoca di carestie alimentari, una spiga di grano produceva sei semi di cui quattro dovevano poi essere ripiantati per il successivo raccolto. Adesso la situazione è ben differente. La pianta progenitrice del mais aveva una quindicina di semi; attualmente una pannocchia produce circa seicento semi. E’ solo con le scoperte genetiche che adesso è possibile intervenire direttamente sul DNA delle piante coltivate.

Adesso, circa il 30% della produzione mondiale di cibo viene persa a causa di parassiti, siccità, freddo, eccessiva salinità del terreno, ecc. La selezione di piante meno sensibili a tali fattori aumenterebbe l’efficienza della produzione. Se le piante fossero più tolleranti alla siccità, o all’eccessiva salinità del terreno, sarebbe possibile recuperare per l’agricoltura dei terreni marginali alle zone desertiche che altrimenti sarebbero destinati alla desertificazione.

A questo punto vengono trattati più in dettaglio quegli alimenti creati con lo scopo di migliorare la loro qualità nutritiva, non solo dal punto di vista dell’introduzione di elementi nutritivi come gli antiossidanti, ma anche dall’inibizione di sostanze nocive come per esempio degli allergeni. Questo discorso viene fatto in considerazione del fatto che molte popolazioni patiscono tutta una serie di patologie legata ad una non sufficiente assunzione di particolari sostanze. Ci si riferisce per esempio al golden-rice, un OGM del riso che accumula betacarotenoidi già nel seme e non solo nella foglia; al pomodoro viola (OGM ottenuto introducendo geni ottenuti da un fiore) o al mais blu (ottenuto per incrocio utilizzando i mais che vengono attualmente utilizzati in Sud America) ricchi di antociani; il broccolo incrociato con una varietà selvatica affinchè produca glucosinolati che proteggono dal cancro; la soia che produce omega3, ecc, ecc.

Ovviamente la relatrice mostra esperimenti su animali ai quali sono stati fatto mangiare solo alimenti normali, ed animali ai quali sono stati fatti mangiare solo alimenti modificati, mostrando come i secondi sono molto meno esposti a diverse patologie (infarto, cancro, ecc.).

La relatrice non dimentica comunque di esortare ad uno stile di vita corretto, che preveda attività fisica, niente fumo, ed alimentazione qualitativamente corretta, come per esempio mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno (provate per esempio a pensare a quanta frutta e verdura mangiate se andate al ristorante!). Interessante era anche l’esperimento che mostra la differenza tra gli accumuli di grasso in animali che bevevano acqua, oppure aranciata chiara, oppure aranciata rossa; curioso come il metabolismo dei topi che bevevano aranciata rossa in regime ipercalorico, avevano un metabolismo simile ai topi che bevevano acqua in un regime ipocalorico.

Personalmente credo che tutto questo discorso, utile da un punto di vista scientifico, non risolve il problema della nutrizione della popolazione umana, ma semplicemente lo sposta più in la nel tempo; il problema si ripresenterebbe identico con livelli di popolazione mondiale maggiori. Del resto è la relatrice stessa che afferma che il miglioramento della produttività delle piante è stata alla base della crescita della popolazione fino ai livelli attuali. Ciò non toglie che la ricerca scientifica deve andare sempre avanti, in quanto la conoscenza non è mai negativa, lo può essere l’uso che se ne fa.

Vi esorto a vedere il video della conferenza.

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