Cina: Sull'autobus da e verso Zhongdian

Quando sai quando parti ma non quando arrivi

Zhongdian - Yunnan - Sud Ovest della Cina - Gennaio 2003

Dovete sapere che in queste regioni montane la differenza di temperatura tra giorno e notte non è trascurabile: se di giorno raggiungiamo i 20 gradi di notte credo tocchiamo i meno 5-10. Ovviamente il passaggio non avviene gradualmente: come va via il sole dopo cinque minuti si congela.

Conscio di questo fatto, mi metto 5 paia di calze, tre paia di pantaloni, 6-7 strati di maglie e magliette, due cappelli ed i guanti e mi sento pronto per recarmi alla stazione degli autobus in cerca di quello che mi portera' a piu' di tremila metri di altezza. Sulla guida leggo che il posto dove devo andare dista 198 Km da dove mi trovo: con un po' di fortuna, se parto con l'autobus delle 10:30 arrivero' tra le 5 e le 6 di pomeriggio. 
Mi dirigo verso l'autobus e pieno di buona volontà  mi siedo al mio posto. Per il momento sono solo, ma presto i posti si riempiranno di gente e mercanzie. 
Verso mezzogiorno comincia a fare un caldo insopportabile, mi levo qualche strato, sapendo comunque che dopo ne avro' di nuovo bisogno. I primi cento Km filano lisci (tutta autostrada), un'ora e mezza (BENE! arrivo anche prima) i successivi 50 km sono di strada buona: un'ora e mezza (BENE! arrivo addirittura ad un'ora in cui fa ancora caldo) Comincia ora un tratto di strada sconnessa ... ancora piu' sconnessa ... sterrato ... dov'è la strada? ... perche' e' pieno di polli? Due colpi di clacson fanno spostare i polli, l'avvicinarsi dell'autobus fa spostare il maiale. La media oraria drammaticamente scende ed i bordi della strada (se cosi' possono essere chiamati) si fanno terribilmente prossimi al burrone che da sul fiume. 


L'autobus si inclina a seguito di alcuni dossi ( in questo modo dal finestrino vedo molto bene il fiume ), ma riesce comunque a fare spazio al camion che arriva dalla direzione opposta. Passano le ore e non sono piu' in grado di quantificare quanti Km sono stati fatti, ne tanto meno prevedere quando arriveremo (non ci avrei nemmeno provato se avessi saputo che dovevamo ancora superare le montagne visibili all'orizzonte) Ci fermiamo per il pranzo (tardissimo) in un posto polverosissimo dove la gente mi guarda incuriosita. Ogni tanto un autobus passa e solleva una piccola nuvola di polvere ( solo due o tre metri di altezza ma molto densa.) 
Il viaggio riprende, tra galline carretti e altri mezzi che fanno lo stesso percorso; passiamo decine di villaggi e le immagini che mi si presentano davanti sono molto interessanti. Dopo molte ore ricomincia il tratto asfaltato (sono oramai le sette di sera e comincia a fare freddo... intendo dire che sento freddo e che mi sono messo addosso tutti gli strati di vestiti che possiedo) 
Cala il sole dietro le montagne e il sottile strato di umidita' della strada diventa uno spesso strato di ghiaccio (non mi preoccupo... a che serve?). Quando vedo un camion con rimorchio intraversato sulla strada mi preoccupo (ma a che serve?). Fortunatamente stiamo bloccati soltanto un'ora e possiamo presto ripartire per arrivare a destinazione verso le nove. 
Con un taxi arrivo in albergo dove mi prendo una singola (con bagno nel cortile) e mi metto nel letto con una coperta elettrica sotto ed una sopra (Che bel calduccio!!!!) 
Il posto sicuramente valeva sia il viaggio di andata che quello del ritorno. 
In quello del ritorno (senza inconvenienti ma con durata di poco maggiore) l'autista prende una strada diversa, praticamente allungando lo strato di sterrato. Sono seduto il fondo all'autobus con lo zaino tra le gambe per evitare di metterlo sul tetto (due volte l'autista mi ha indicato il tetto e lo zaino ma io l'ho praticamente ignorato). La mia piu' impegnativa attivita' durante il tragitto e' quella di mantenere il sedere attaccato al sedile, ogni tanto mi distraggo e prendo delle culate incredibili, oppure rischio di finire addosso al poveraccio che mi sta davanti. Il sole rende caldo tutto cio' che tocca, ma l'aria fortunatamente e' fresca... peccato stia fuori dall'autobus. Sarebbe bello poter aprire i finestrini per piu' di dieci minuti di fila, ma nuvoloni di polvere vengono sollevati ad altezze vertiginose (visibili ad almeno dieci Km di distanza). Ci facciamo sotto ad un camion; viaggiare nella nebbia sarebbe piu' sicuro, avremmo almeno tre o quattro metri di visibilita'. Il deficiente che fuma davanti a me mi costringe ad aprire il finestrino. Mi piaceremme vedere la strada, ma e' completamente coperta dalla polvere da noi sollevata. Vedo il mio zaino diventare bianco e vedo impolverarsi ogni cosa (richiudo il finestrino) E' curioso vedere che tutto intorno all'autobus ha uno strato di polvere bianca sopra. 
Ad ogni modo tutto cio' finisce ed arrivo a destinazione: mi ci vogliono due ore per potermi togliere tutta la polvere di dosso... Pero' bello il posto che ho visto!!!

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